Pubblicato il 6 luglio 2018

Politica di Coesione: maggiore flessiblità, meno formalità e sinergie più facili con il piano Juncker

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La Commissione ha accolto con favore il voto positivo di ieri, giovedì 5 luglio, da parte del Parlamento europeo sulla sua proposta di revisione delle norme relative ai fondi UE 2014-2020, che mira a dimezzare l’attuale corpus giuridico in materia rendendone più chiara e semplice l’applicazione a tutti i livelli.

La Commissaria europea per la Politica Regionale Corina Creţu ha accolto positivamente il voto del PE in quanto questa semplificazione, voluta dalla Commissione permetterà alle autorità locali e ai destinatari di fondi, in particolare le PMI di dover affrontare meno burocrazia per accedere ai fondi.

Le normativa revisionata entrerà in vigore alla fine di luglio e vedrà principalmente questi cambiamenti:

  1. Nuove opportunità di combinazione tra il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), il cuore del piano Junker, e i fondi della politica di Coesione: non sarà più necessario un cofinanziamento nazionale quando i fondi di coesione saranno investiti in un progetto FEIS e vi sarà la possibilità di coprire la prima tranche di rischio;
  2. Meno formalità per i beneficiari dei fondi: sarà più facile per loro riuscire ad ottenere il rimborso da parte dell’UE per i costi sostenuti. Di conseguenza i beneficiari e le autorità di gestione potranno concentrarsi maggiormente sui risultati anziché sui documenti collegati al finanziamento.

Il principio del “modello unico di revisione” è quindi stato esteso e perciò la Commissione potrà fare più affidamento sulle valutazioni effettuate dai suoi partner internazionali e dagli Stati membri.

Infine, la normativa rivista rende più facile per gli Stati membri finanziare progetti dedicati all’integrazione dei migranti con i fondi a loro destinati dalla politica di coesione per il periodo 2014-2020.