Pubblicato il 13 giugno 2018

Bilancio dell’UE: la Commissione propone un considerevole aumento dei finanziamenti per il rafforzamento delle frontiere e la migrazione

migrazione

Per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (2021-2027) la Commissione propone quasi di triplicare i finanziamenti per la migrazione e la gestione delle frontiere portandoli a 34,9 miliardi di euro, rispetto ai 13 miliardi del periodo precedente.

La proposta della Commissione è una risposta alle accresciute sfide in materia di migrazione, mobilità e di sicurezza: essa prevede strumenti di finanziamento più flessibili per far fronte a eventi migratori imprevisti, e pone la protezione delle frontiere al centro del nuovo bilancio. Sarà creato un nuovo fondo separato per la gestione integrata delle frontiere, e l’Agenzia della guardia di frontiera e costiera sarà ulteriormente rafforzata con un nuovo corpo permanente di guardie di frontiera di circa 10 000 elementi. Il nuovo fondo per le frontiere aiuterà inoltre gli Stati membri a effettuare i controlli doganali, finanziando le relative attrezzature.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Sulla base dell’esperienza passata e della consapevolezza che la migrazione resterà una sfida in futuro, proponiamo un aumento dei finanziamenti che è senza precedenti. Il rafforzamento delle frontiere comuni dell’UE, in particolare grazie alla guardia di frontiera e costiera europea, continuerà ad essere una grossa priorità. Introdurre una maggiore flessibilità negli strumenti di finanziamento significa essere pronti ad aiutare gli Stati membri in tempi brevi; dove ne hanno bisogno e quando ne hanno bisogno – in particolare in caso di crisi.”

Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Una migliore gestione delle frontiere esterne e la migrazione rimarranno priorità fondamentali per l’UE, gli Stati membri e i nostri cittadini negli anni a venire. Sfide più grandi richiedono maggiori risorse – questo è il motivo per cui proponiamo di triplicare circa il bilancio in quest’ambito. L’aumento dei finanziamenti sarà fondamentale per garantire che si possano realizzare le seguenti priorità politiche: rendere più sicure le nostre frontiere esterne, continuare a concedere protezione a coloro che ne hanno bisogno, sostenere maggiormente la migrazione legale e gli sforzi d’integrazione, contrastare la migrazione irregolare, e rimpatriare in modo efficiente chi non ha diritto di soggiornare sul territorio dell’UE.”

Il Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane Pierre Moscovici ha dichiarato: “I 115 000 funzionari doganali dell’UE sono in prima linea nella protezione dei cittadini dalla contraffazione o dalle merci non sicure e da altre forme di commercio illegale.Per sostenerli in tale compito fondamentale, proponiamo oggi un nuovo fondo per un valore di 1.3 miliardi di euro, affinché i paesi dell’UE si dotino delle attrezzature doganali più di punta. L’unione doganale celebra il suo 50º anniversario il mese prossimo, e l’UE deve continuare a garantirne il consolidamento.”

Durante la crisi dei rifugiati del 2015 e del 2016, l’assistenza finanziaria e tecnica che l’UE ha fornito agli Stati membri è stata essenziale per il sostegno degli Stati membri sotto pressione, per lo sviluppo delle capacità di ricerca e soccorso, per l’intensificazione dei rimpatri e per una migliore gestione delle frontiere esterne. Sulla base degli insegnamenti tratti dall’esperienza passata, la Commissione propone di triplicare circa i finanziamenti per i settori cruciali della migrazione e della gestione delle frontiere.

1. Protezione delle frontiere esterne dell’UE

Una protezione efficace delle frontiere esterne dell’UE è fondamentale ai fini della gestione della migrazione e per garantire la sicurezza interna. È grazie a delle frontiere esterne solide, inoltre, che l’UE può mantenere uno spazio Schengen senza controlli alle frontiere interne. La Commissione propone di assegnare 21,3 miliardi di euro per la gestione delle frontiere in generale, e di creare un nuovo Fondo per la gestione integrata delle frontiere (Integrated Border Management Fund – IBMF) per un valore di oltre 9,3 miliardi di euro.

Le principali caratteristiche del nuovo Fondo sono le seguenti:

– Una giusta serie di priorità:

  • Rafforzamento delle frontiere esterne dell’Europa: Il nuovo Fondo si baserà sul lavoro svolto negli ultimi anni e lo porterà avanti, al fine di proteggere meglio le frontiere dell’UE predisponendo la guardia di frontiera e costiera europea, verifiche sistematiche alle frontiere e nuovi sistemi informatici su larga scala ed interoperabili, incluso un futuro sistema di ingressi/uscite. I finanziamenti saranno destinati alla lotta contro il traffico di migranti e contro la tratta degli esseri umani, così come all’intercettazione e al fermo delle persone che costituiscono delle minacce, al sostegno alle operazioni di ricerca e soccorso in mare, alle attrezzature e alla formazione delle guardie di frontiera, e all’apporto di un rapido supporto operativo agli Stati membri sotto pressione;
  • Una politica in materia di visti più solida e più efficace: Il Fondo garantirà anche che la politica dell’UE in materia di visti continui ad evolversi e a modernizzarsi, rafforzando nel contempo la sicurezza e attenuando i rischi di migrazione irregolare;

– Sostegno agli Stati membri: Il nuovo Fondo destinerà 4,8 miliardi di euro a finanziamenti a lungo termine per sostenere le misure adottate dagli Stati membri in materia di gestione delle frontiere e la politica in materia di visti. I finanziamenti rispecchieranno chiaramente le esigenze degli Stati membri, e un riesame intermedio terrà conto di nuove o ulteriori pressioni. Ogni Stato membro riceverà una somma fissa di 5 milioni di euro, e il resto sarà ripartito sulla base del carico di lavoro, della pressione e del livello di minaccia alle frontiere esterne terrestri (30%), alle frontiere esterne marittime (35%), negli aeroporti (20%) e negli uffici consolari (15%);

– Una risposta flessibile e rapida: 3,2 miliardi di euro saranno destinati a sostegni mirati per gli Stati membri, a progetti a livello dell’UE, e ad affrontare necessità urgenti. Il nuovo Fondo è stato concepito per garantire una flessibilità sufficiente che permetta di apportare finanziamenti di emergenza agli Stati membri quando necessario e di affrontare priorità nuove e cruciali quando emergono;

– Migliori attrezzature per il controllo doganale alle frontiere esterne:Il nuovo Strumento destinerà 1,3 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri nell’acquisto, nella manutenzione e nella sostituzione di attrezzature doganali di punta come nuovi scanner, sistemi automatizzati di riconoscimento delle targhe, squadre di cani da fiuto e laboratori mobili di analisi di campioni;

– Rafforzamento delle agenzie incaricate della gestione delle frontiere dell’UE: Al di fuori di questo Fondo, e da presentarsi separatamente, più di 12 miliardi di euro saranno destinati a rafforzare ulteriormente l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ed EU-LISA.

2. Migrazione: sostenere una politica solida, realistica ed equa

La Commissione propone di aumentare i finanziamenti per la migrazione del 51%, fino a raggiungere 10,4 miliardi di euro nel quadro del rinnovato Fondo Asilo e migrazione (Asylum and Migration Fund – AMF). Il Fondo sosterrà gli sforzi degli Stati membri in tre settori chiave: asilo, migrazione legale e integrazione, lotta alla migrazione illegale e rimpatrio. Le principali caratteristiche del nuovo Fondo sono le seguenti:

– Una giusta serie di priorità:Il nuovo Fondo continuerà ad apportare un sostegno fondamentale ai sistemi di asilo nazionali e dedicherà rinnovata attenzione ad individuare le questioni più urgenti verso cui destinare i finanziamenti dell’UE, come

  • Un sistema europeo comune di asilo più solido e più efficace: Il Fondo contribuirà a rafforzare e a sviluppare tutti gli aspetti del sistema europeo comune di asilo, compresa la sua dimensione esterna;
  • Un maggiore sostegno per la migrazione legale e l’integrazione: Il Fondo destinerà maggiori risorse per sostenere l’integrazione precoce dei cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente nell’UE a breve termine, e che saranno completate dal Fondo di coesione per l’ integrazione socioeconomica a lungo termine;
  • Rimpatri più rapidi e più frequenti: il Fondo sosterrà un approccio più coordinato alla lotta contro la migrazione irregolare, migliorerà l’efficacia dei rimpatri e intensificherà ulteriormente la cooperazione con i paesi terzi in materia di riammissione;

– Sostegno agli Stati membri: Il Fondo destinerà 6,3 miliardi di euro a finanziamenti a lungo termine per sostenere gli Stati membri nella gestione della migrazione, in funzione delle loro esigenze. Un riesame a metà percorso terrà conto di nuove o ulteriori pressioni. Ogni Stato membro riceverà una somma fissa di 5 milioni di euro, e il resto sarà ripartito sulla base di una valutazione delle pressioni da affrontare e tenendo conto delle proporzioni nell’ambito dell’asilo (30%), della migrazione legale e dell’integrazione (30%) e del rimpatrio (40%);

– Migliore preparazione: 4,2 miliardi di euro saranno riservati per il sostegno mirato agli Stati membri per progetti con un reale valore aggiunto europeo, come ad esempio il reinsediamento, o per rispondere a necessità urgenti e far pervenire i finanziamenti di emergenza agli Stati membri nel momento e nel luogo del bisogno;

– Maggiore coordinamento tra gli strumenti di finanziamento dell’UE: Il Fondo Asilo e migrazione sarà integrato da specifici fondi aggiuntivi nell’ambito degli strumenti di politica esterna dell’UE, per rafforzare la cooperazione in materia di migrazione con i paesi partner, compresi gli sforzi per affrontare l’immigrazione irregolare, migliorare le opportunità nei paesi di origine, e rafforzare la cooperazione in materia di rimpatrio e di riammissione e di migrazione regolare;

– Rafforzamento delle agenzie dell’UE: Al di fuori di questo Fondo, e da presentarsi separatamente, quasi 900 milioni di euro saranno destinati a rafforzare ulteriormente la nuova Agenzia dell’Unione europea per l’asilo.

Prossime tappe

Un rapido accordo sul bilancio complessivo a lungo termine dell’Unione europea e sulle sue proposte settoriali è essenziale al fine di assicurare che i fondi dell’UE inizino a produrre risultati concreti al più presto possibile.

I ritardi potrebbero compromettere la capacità dell’Unione europea di reagire a eventuali future crisi e potrebbero far fallire progetti relativi a fondi di primaria importanza — come i programmi a livello UE di rimpatrio volontario assistito e di riammissione e la prosecuzione dei finanziamenti dell’UE per il reinsediamento.

Un accordo sul prossimo bilancio a lungo termine nel 2019 consentirebbe una transizione agevole tra l’attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello successivo, garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti.

Contesto

La gestione delle frontiere e la migrazione sono state una priorità politica sin dall’inizio del mandato della Commissione Juncker – dagli orientamenti politici del Presidente Juncker del luglio 2014 all’ultimo Discorso sullo stato dell’Unione del 13 settembre 2017.

Tuttavia, la portata e l’urgenza della crisi dei rifugiati del 2015-16 hanno colto l’Europa di sorpresa. Per evitare una crisi umanitaria e consentire una risposta congiunta a questa sfida senza precedenti, così come alle nuove minacce per la sicurezza, l’UE ha utilizzato tutte le flessibilità dell’attuale bilancio per mobilitare ulteriori fondi. Dalle assegnazioni iniziali per il periodo 2014-20 di 6,9 miliardi di euro per i Fondi AMIF e ISF (Frontiere e polizia), è stato mobilitato un importo supplementare di 3,9 miliardi di euro per raggiungere i 10,8 miliardi di euro per la migrazione, la gestione delle frontiere e la sicurezza interna — e questo non comprende neanche le grandi quantità di finanziamenti mobilitati per affrontare la crisi dei rifugiati al di fuori dell’UE.

In base alle esperienze del passato, la Commissione propone ora di raddoppiare i finanziamenti in maniera generalizzata, con 10,4 miliardi di euro per la migrazione, 9,3 miliardi di euro per la gestione delle frontiere, 2,5 miliardi di euro per la sicurezza interna e 1,2 miliardi di euro per la disattivazione sicura delle attività nucleari in alcuni Stati membri — raggiungendo così complessivamente oltre 23 miliardi di euro.

Inoltre, il sostegno alle agenzie dell’UE per la sicurezza, la gestione delle frontiere e la migrazione sarà aumentato da 4,2 miliardi di euro a 14 miliardi di euro.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA