Pubblicato il 7 giugno 2018

Bilancio dell’UE: la Commissione propone di investire 9,2 miliardi di € in un nuovissimo programma digitale

newsletter.-euroconsulting

Oggi la Commissione europea propone di istituire il nuovissimo programma Europa digitale e di investire 9,2 miliardi di € per allineare alle crescenti sfide digitali il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027.

Con la strategia per il mercato unico digitale abbiamo istituito un quadro giuridico adeguato all’era digitale. Tale quadro deve andare di pari passo con finanziamenti e investimenti altrettanto ambiziosi nel programma Europa digitale volto ad aumentare la competitività internazionale dell’UE come pure a sviluppare e rafforzare le capacità digitali strategiche dell’Europa. Tali capacità essenziali riguardano il calcolo ad alte prestazioni, l’intelligenza artificiale, la cibersicurezza e le competenze digitali avanzate e garantiscono al contempo che queste tecnologie siano ampiamente accessibili e usate in tutti i settori dell’economia e della società da parte delle imprese e del settore pubblico.

Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “Il mercato unico digitale fornisce il quadro giuridico per garantire che i cittadini e le imprese possano beneficiare appieno della trasformazione digitale. Il nostro obiettivo è stato adeguare il bilancio dell’UE alle sfide future: la trasformazione digitale è presa in considerazione in tutte le proposte, dai trasporti all’energia, dall’agricoltura all’assistenza sanitaria e alla cultura. Per rafforzare questo impegno, oggi proponiamo maggiori investimenti nell’intelligenza artificiale, nel supercalcolo, nella cibersicurezza, nelle competenze e nell’eGovernment: tutti settori che i leader dell’UE hanno individuato come essenziali per la competitività futura dell’UE.”

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali, ha dichiarato: “Avere a disposizione il primo programma digitale paneuropeo è un passo importante per rafforzare la leadership mondiale dell’Europa nel conseguimento della trasformazione digitale. Investiremo in capacità digitali strategiche essenziali, come l’intelligenza artificiale, il calcolo ad alte prestazioni e la cibersicurezza, e, come sempre in tutte le nostre iniziative in campo digitale, i cittadini europei saranno al centro. Uno dei principali pilastri del programma è l’investimento a favore dei nostri cittadini affinché acquisiscano le competenze digitali avanzate, necessarie per accedere alle più recenti tecnologie digitali e per usarle.”

La proposta della Commissione si articola in cinque settori:

  1. Supercomputer: 2,7 miliardi di € per finanziare progetti di sviluppo e rafforzamento delle capacità di supercalcolo e trattamento dei dati in Europa, fondamentali per lo sviluppo di molti settori, dall’assistenza sanitaria alle energie rinnovabili, dalla sicurezza dei veicoli alla cibersicurezza. Il finanziamento assicurerà un uso più ampio ed efficiente del supercalcolo nel settore pubblico e in quello privato, comprese le piccole e medie imprese. Europa digitale mirerà a sviluppare un’infrastruttura di dati e supercomputer di livello mondiale con capacità a esascala, ossia un miliardo di miliardi (o 1018) di calcoli al secondo, entro il 2022/2023, e strutture di calcolo post esascala entro il 2026/2027, dotando l’UE di un proprio parco tecnologico autonomo e concorrenziale che le consentirà di conseguire l’eccellenza in applicazioni di supercalcolo ampliandone al contempo la disponibilità e l’uso. Le iniziative previste si baseranno sulla strategia europea nel settore dei supercalcolatori che consentirà all’UE di progredire in molti settori: dall’assistenza sanitaria alle energie rinnovabili, dalla sicurezza dei veicoli alla cibersicurezza.
  2. Intelligenza artificiale: 2,5 miliardi di € sono previsti per contribuire a diffondere l’intelligenza artificiale nell’economia e nella società europee. Questo bilancio si basa sull’approccio europeo all’intelligenza artificiale, presentato il 25 aprile 2018: lo scopo è stimolare gli investimenti per sfruttare al massimo l’intelligenza artificiale, tenendo conto dei cambiamenti socioeconomici che essa porta con sé e garantire un adeguato quadro etico e giuridico. Il programma Europa digitale permetterà alle autorità pubbliche e alle imprese, soprattutto quelle più piccole, di avere un migliore accesso alle strutture di prova e sperimentazione in intelligenza artificiale negli Stati membri, mentre maggiori investimenti in ricerca e innovazione nell’ambito di Orizzonte Europa assicureranno che l’UE rimanga all’avanguardia degli sviluppi scientifici e tecnologici nel campo dell’intelligenza artificiale. La Commissione propone di creare “biblioteche europee” comuni di algoritmi accessibili a tutti, per aiutare i settori pubblico e privato ad individuare e acquisire le soluzioni più adatte alle loro esigenze. Piattaforme aperte e accesso a spazi industriali di dati per l’intelligenza artificiale saranno resi disponibili in tutta l’UE in poli di innovazione digitale, che forniranno strutture di prova e di conoscenza alle piccole imprese e agli innovatori.
  3. Cibersicurezza e fiducia: 2 miliardi di € saranno investiti nella salvaguardia dell’economia digitale, della società e delle democrazie dell’UE promuovendo la ciberdifesa e la cibersicurezza dell’industria dell’UE, finanziando attrezzature e infrastrutture d’avanguardia nel settore della cibersicurezza e sostenendo lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze necessarie. La proposta si basa su un ampio pacchetto di misure sulla cibersicurezza, presentato a settembre 2017, e sulla prima legislazione a livello dell’UE in materia di cibersicurezza entrata in vigore a maggio 2018.
  4. Competenze digitali: 700 milioni di € per assicurare che attualmente e in futuro i lavoratori abbiano la possibilità di acquisire facilmente le competenza digitali con corsi di formazione a breve e lungo termine e con tirocini sul posto di lavoro, indipendentemente dal loro Stato membro di residenza. Nel programma Europa digitale, i poli di innovazione digitale svolgeranno programmi mirati per aiutare le piccole e medie imprese e le pubbliche amministrazioni a fornire al proprio personale le competenze avanzate necessarie per poter accedere alle nuove opportunità offerte dal supercalcolo, dall’intelligenza artificiale e dalla cibersicurezza.
  5. Garantire un vasto uso delle tecnologie digitali nell’economia e nella società: 1,3 miliardi di € assicureranno la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici e la loro interoperabilità a livello UE, inoltre faciliteranno l’accesso delle imprese, soprattutto delle PMI, alla tecnologia e al know-how. I poli di innovazione digitale fungeranno da “sportelli unici” per le piccole e medie imprese e per le amministrazioni pubbliche e forniranno l’accesso a competenze tecnologiche e strutture di sperimentazione oltre a offrire consulenza per valutare meglio la fattibilità economica dei progetti di trasformazione digitale. Sarà inoltre dato sostegno a una rete di poli dell’innovazione digitale affinché sia garantita la copertura geografica europea più ampia possibile. I poli di innovazione digitale costituiscono oggi uno dei principali elementi della strategia sulla digitalizzazione dell’industria europea.

Prossime tappe

Un rapido accordo sul bilancio a lungo termine dell’Unione europea e sulle sue proposte settoriali è essenziale al fine di assicurare che i fondi dell’UE inizino a produrre risultati concreti al più presto possibile.

Data l’urgenza della situazione e la portata degli investimenti necessari, vi è una forte necessità di un intervento dell’UE volto al finanziamento comune e al coordinamento delle azioni in proporzioni tali da poter rispondere alle sfide che la trasformazione digitale porta con sé. Questo dovrebbe assicurare che i benefici delle nuove tecnologie digitali siano pienamente condivisi.

Se il divario di investimenti non sarà colmato rapidamente si rischia di indebolire la capacità d’innovazione dell’UE e la sua competitività industriale.

Un accordo sul prossimo bilancio a lungo termine nel 2019 permetterebbe una transizione senza soluzione di continuità tra l’attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello nuovo e garantirebbe la prevedibilità dei finanziamenti, a vantaggio di tutti.

Contesto

Europa digitale è un nuovo programma e rientra nel capitolo “Mercato unico, innovazione e agenda digitale ” della proposta di bilancio a lungo termine dell’UE. Basato sulla strategia per il mercato unico digitale varata a maggio 2015 e sui risultati ottenuti negli ultimi anni, il suo obiettivo principale è plasmare la trasformazione digitale dell’Europa a vantaggio dei cittadini e delle imprese.

Fondi supplementari permetteranno all’UE di investire maggiormente nell’economia e nella società digitali. Oggi la Commissione propone anche di portare a 3 miliardi di € il bilancio per i progetti di infrastrutture digitali nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa. Il meccanismo per collegare l’Europa si concentra su progetti di massimo valore aggiunto europeo, in particolare sui collegamenti transfrontalieri. In campo digitale, contribuirà a garantire che tutti i principali motori socioeconomici, come le scuole, gli ospedali, i poli di trasporto, i principali fornitori di servizi pubblici e le imprese ad alta intensità digitale abbiano accesso a connessioni a banda larga orientate al futuro entro il 2025.

Oltre a Europa digitale, nel prossimo quadro finanziario pluriennale, nell’ambito di Orizzonte Europa, si dovranno mantenere e rafforzare i finanziamenti per la ricerca e l’innovazione nelle tecnologie digitali di prossima generazione. I due programmi opereranno in modo interdipendente: mentre Orizzonte Europa fornisce investimenti essenziali alla ricerca e all’innovazione, Europa digitale si basa sui risultati per creare le infrastrutture necessarie, sostenere la diffusione e il rafforzamento delle capacità, che, a loro volta, forniranno input alla ricerca futura nel settore dell’intelligenza artificiale, della robotica, del calcolo ad alte prestazioni e dei big data.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA