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Pubblicato il 17 maggio 2018

COMAGRI: approvata la relazione sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura dell’onorevole Herbert Dorfmann

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Durante la riunione della COMAGRI, tenutasi ieri 16 maggio 2018, è stata approvata la relazione “sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura dell’eurodeputato italiano incaricato, Herbert Dorfmann, con 32 voti favorevoli, 5 contrari e 6 astenuti.

Gli eurodeputati hanno richiesto che la PAC post 2020 sia più intelligente, più semplice e più sostenibile, ma anche adeguatamente finanziata e realmente comune, in modo tale da continuare ad assicurare la sicurezza alimentare all’interno dell’UE.

Partendo da questo presupposto il progetto di relazione riporta una serie di proposte sulla riforma della PAC per il periodo successivo al 2020. Esse si concentrano, in particolare, sui seguenti aspetti:

  • Dare più flessibilità della PAC, ma non rinazionalizzarla 

Pur riconoscendo la necessità che ogni Stato adatti le politiche agricole comuni alle proprie esigenze, gli europarlamentari hanno bocciato l’idea di una nuova nazionalizzazione della PAC, in quanto ciò potrebbe distorcere la concorrenza nel mercato unico. Sulla base di obiettivi, regole, strumenti e controlli che devono restare comuni, ciascun Stato membro dovrebbe elaborare le strategie nazionali e le azioni più adatte ad applicarle.

I deputati hanno evidenziato che, se da una parte la futura PAC dovrebbe essere maggiormente volta al conseguimento di risultati piuttosto che privilegiare la conformità alle norme, dall’altra l’attività agricola degli Stati membri deve rispettare gli standard UE e dev’essere soggetta alle stesse sanzioni in caso di violazioni.

  • Una PAC moderna con finanziamenti distribuiti in modo appropriato ed equo

Gli europarlamentari hanno anche sottolineato che tra le priorità della futura PAC dovranno figurare la necessità di rendere le aziende agricole più sostenibili e pienamente coinvolte nell’economia circolare e la promozione dell’innovazione, della ricerca e delle pratiche intelligenti, obiettivi che possono essere raggiunti solo con una PAC sufficientemente finanziata: il bilancio in questo campo dovrà rimanere almeno al livello attuale.

La COMAGRI ha, inoltre, richiesto:

  • che i pagamenti diretti continuino ad essere totalmente finanziati attraverso il bilancio UE;
  • tagli alla burocrazia per i pagamenti in seguito all’esecuzione delle misure di inverdimento obbligatorie che siano orientate ai risultati, nonché semplificazione e miglior allocazione dei pagamenti in seguito all’esecuzione di misure di inverdimento volontarie;
  • un nuovo metodo per calcolare gli ammontari dei pagamenti diretti entro il 2030, al fine di eliminare dei criteri di sostegno ormai vecchi e in modo da sostenere maggiormente chi fornisce beni comuni;
  • un modo più efficiente per assicurare che il sostegno da parte dell’UE vada a beneficio di chi svolge realmente l’attività di agricoltore;
  • stanziare risorse maggiori per rinvigorire le aree rurali;,
  • minori allocazioni per le grande imprese agricole attraverso la fissazione di un tetto massimo obbligatorio a livello UE;
  • una più equa distribuzione dei fondi UE tra gli Stati membri, considerando le somme già ricevute e le differenze (costi di produzione, potere d’acquisto, ecc.);
  • incoraggiare il sostegno a giovani e nuovi agricoltori;
  • un maggior sosteno agli agricoltori colpiti da volatilità del reddito e del prezzo;
  • l’esclusione dei settori più sensibili dai negoziati commerciali;
  • l’uso del sostegno accoppiato volontario, che oggi gli Stati membri possono concedere ad importanti settori, anche per settori importanti dal punto di vista strategico, quali la coltivazione di proteine, la compensazione degli effetti dei liberi accordi commerciali, ecc.

Queste proposte saranno sottoposte al voto del Parlamento europeo in seduta plenaria nel corso della prossima sessione, che si terrà a Strasburgo dal 28 al 31 maggio.