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Pubblicato il 14 maggio 2018

PAC post 2020: lettera di alcune ONG alla Commissione europea sulle bozze delle proposte legislative riguardanti la PAC post 2020 che risulterebbero carenti dal punto di vista della tutela ambientale

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In una lettera inviata l’8 maggio scorso ai Direttori generali delle DG della Commissione europea coinvolte nell’elaborazione delle proposte legislative riguardanti la PAC post 2020, una serie di Organizzazioni Internazionali, tra le quali il WWF, l’European Environmental Bureau e Greenpeace, hanno lamentato che tali proposte proporrebbero un’agricoltura con un impatto ambientale e climatico ancor più dannoso di quello prodotto dall’attuale PAC.

In particolare, i firmatari della lettera hanno evidenziato che le proposte non offrirebbero un meccanismo di responsabilità tale da evitare un rapido abbassamento degli standard ambientali e che, nonostante la della Comunicazione di fine novembre 2017 contenesse la promessa di una transizione verso un’agricoltura sostenibile, tali proposte non andrebbero affatto in questa direzione.

Nella lettera inviata alla Commissione, è stato, inoltre, sottolineato che abbassare al 30% il sostegno destinato all’inverdimento nell’ambito del primo pilastro è incompatibile con le grandi ambizioni che la nuova PAC si è posta per la tutela del clima e dell’ambiente. Inoltre, a causa della sussidiarietà che si intende introdurre, che lascierebbe agli Stati membri la possibilità di stabilire le priorità dei loro piani nazionali significa che essi potrebbero tralasciare alcuni degli obiettivi in materia ambientale che la PAC si è preposta di tutelare. Per tale motivo le ONG ritengono che sia necessario indicare come obbligatori alcuni degli obiettivi o, quanto meno, mantenere gli attuali stanziamenti previsti sia dal primo che dal secondo pilastro per la tutela ambientale e climatica.

Le ONG hanno inoltre richiesto l’incremento della condizionalità per riuscire a finanziare tutti gli elementi cardine della regolamentazione sull’ambiente. Nelle intenzioni dei firmatari, le nuove regole dovrebbero prevedere meccanismi di salvaguardia chiara per evitare che si continuino ad utilizzare i fondi messi a disposizione dalla PAC per finanziare attività che arrecano danno all’ambiente, al clima e all’economia. Infine, le Organizzazioni hanno anche chiesto che la Commissione dedichi sufficiente tempo e risorse per valutare i piani nazionali e per assicurarsi che essi siano adeguati dal punto di vista ambientale. Infatti, le future regole dovrebbero riuscir ad assicurare che gli Stati membri utilizzino una metodologia scientifica seria nella predisposizione dei propri piani nazionali; tale metodologia sarà anche cruciale per realizzare l’ambita inversione da una politica che si concentrava perlopiù sulla spesa ad una politica il cui obiettivo primario sarà l’elevata performance.