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Pubblicato il 12 aprile 2018

COMAGRI: presentazione da parte della Commissione della proposta di direttiva sulle pratiche commerciali sleali nelle relazioni tra imprese nella filiera alimentare

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Il Commissario all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale Phil Hogan ha presentato oggi, 12 aprile 2018, in COMAGRI la proposta di direttiva sulle pratiche commerciali sleali.

Il Commissario ha sottolineato che si parla di una proposta che mira ad ottenere una filiera alimentare equa, obiettivo raggiungibile solo valorizzando la posizione degli agricoltori che, in quest’ambito, sono gli attori più svantaggiati. La proposta riguarda, infatti, i piccoli e medi fornitori che vendono prodotti alimentari a grandi compratori e ha, fra l’altro, lo scopo di eliminare il “fattore paura” che spesso affligge gli agricoltori, esposti a ricatti e minacce, attraverso speciali procedure di denuncia.

I deputati della commissione agricoltura hanno accolto con favore la proposta ed hanno auspicato che il processo legislativo sia il celere. In particolare, l’On. De Castro, nominato relatore della direttiva per il PE, si è impegnato ad attuare ogni sforzo possibile per concludere l’iter legislativo entro l’attuale legislatura.

Nel breve dibattito svoltosi in commissione, i parlamentari, accanto al generale entusiasmo nei confronti di questa proposta, hanno evidenziato che l’iniziativa potrà senz’altro essere migliorata e si sono, in particolare, concentrati su alcune questioni:

  • una più attenta tutela anche del consumatore, che dev’essere protetto dai cartelli, che la proposta non considera e che è, invece, un tema importante nell’ottica della diversificazione dell’offerta;
  • le concentrazioni, di cui la proposta non si occupa e che rappresentano, invece, il più grosso problema degli agricoltori che vanno tutelati dagli oligopoli;
  • la necessità di un regolamento piuttosto che una direttiva, data la frammentarietà delle legislazioni già presenti negli Stati membri;
  • la questione della grande distribuzione in quanto il ruolo dei supermercato che pesa molto sulla redditività degli agricoltori;
  • le sanzioni, in particolare come saranno articolate e se ci sarà un tribunale preposto all’interno della Corte di Giustizia UE e come ci si coordinerà con le autorità giudiziarie nazionali;
  • i prezzi, che devono meglio rispettare il valore aggiunto dato dal produttore, anche consentendo agli agricoltori di vendere i prodotti in proprio, senza dipendere necessariamente dalla grande distribuzione;
  • la ricerca di una soluzione per gli agricoltori medio tempore, per dare risposte immediate per le quali non si può attendere la fine del processo legislativo.