Pubblicato il 12 aprile 2018

Il mercato degli alimenti biologici: le nuove regole dell’UE

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In che modo le nuove regole miglioreranno la qualità dei prodotti? Tutto quello che c’è da sapere sugli alimenti e i metodi di coltivazione biologici in Europa.

Le nuove norme sulla produzione biologica sono pensate per garantire la qualità degli alimenti, proteggere l’ambiente e assicurare il benessere degli animali lungo tutta la catena di produzione.

Sempre più europei acquistano prodotti “bio”, cioè ottenuti seguendo processi naturali a partire da materie prime naturali. I prodotti alimentari biologici non sono più un mercato di nicchia, nonostante in Europa ancora rappresentino una piccola parte della produzione agricola totale.

Che cosa significa “biologico”?

  • L’Unione europea definisce produzione biologica un sistema agricolo sostenibile che rispetti l’ambiente e il benessere degli animali
  • Sono compresi nella definizione anche tutti gli altri stadi della catena produttiva (fornitura di materie prime, trasformazione, stoccaggio, trasporto, distribuzione e vendita al dettaglio).

La produzione biologica è “un sistema di gestione delle fattorie e della produzione del cibo che mette insieme le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la conservazione delle risorse naturali e l’applicazione dei più alti standard del benessere animale”

I principi chiave sono:

  1. l’uso di pesticidi chimici e di fertilizzanti sintetici è vietato
  2. l’uso degli antibiotici è severamente limitato
  3. no organismi geneticamente modificati
  4. rotazione delle colture

Le regole dell’UE per la produzione

Il regolamento dell’UE sulla produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici garantisce il rispetto in tutta Europa degli stessi standard di alta qualità. Le regole si riferiscono a pratiche agricole e di acquacoltura, lavorazione ed etichettatura di prodotti alimentari, procedure di certificazione per gli imprenditori agricoli e importazione di prodotti biologici che provengono da paesi non appartenenti all’UE.

Gli imprenditori agricoli dell’UE che producono prodotti biologici utilizzano fonti di energia e risorse naturali in modo responsabile, promuovono il benessere degli animali e contribuiscono a mantenere la biodiversità, l’equilibrio ecologico e la qualità del suolo e dell’acqua.

Le tecniche di agricoltura biologica comprendono:

  1. Rotazione delle colture per un uso efficiente delle risorse
  2. Divieto dell’uso di pesticidi chimici e fertilizzanti artificiali
  3. Limiti molto rigorosi per l’utilizzo di antibiotici destinati agli animali da allevamento
  4. Divieto dell’uso di organismi geneticamente modificati (OMG)
  5. Utilizzo di risorse in loco per i fertilizzanti naturali e i mangimi
  6. Allevamento a terra e all’aria aperta e utilizzo di mangimi biologici
  7. Utilizzo di pratiche zootecniche adatte alle specifiche esigenze degli animali

Etichettatura e logo biologico dell’UE

Il logo biologico dell’UE sui prodotti alimentari garantisce il rispetto delle regole dell’UE nella produzione biologica. Il logo è obbligatorio per gli alimenti preconfezionati. Nel caso di prodotti alimentari lavorati, significa che almeno il 95% degli ingredienti che provengono dall’agricoltura è biologico. Le grandi catene di distribuzione e altri venditori al dettaglio possono etichettare come “biologici” i loro prodotti solo se rispettano le regole.

Il mercato biologico dell’UE e i terreni agricoli

Il mercato biologico dell’UE si è costantemente ampliato fino a raggiungere oggi un valore di circa €30.7 miliardi all’anno. Nonostante negli anni i terreni agricoli dedicati alla produzione biologica siano aumentati, questi rappresentano ancora solamente circa il 7% di tutti i terreni coltivabili. Per quanto riguarda l’Italia, la percentuale di terreni agricoli destinati al biologico arriva al 14%. Il divario tra domanda e offerta è colmato dall’aumento delle importazioni.

Punti principali delle nuove regole

Il settore ha subito dei grandi cambiamenti, è quindi necessario modificare il regolamento sulla produzione biologica e sull’etichettatura dei prodotti biologici per rispondere alle nuove esigenze.

Per prima cosa sono previsti controlli più severi, svolti almeno una volta all’anno per tutti gli operatori coinvolti nella catena di produzione (agricoltori, allevatori, responsabili della lavorazione, commercianti, importatori). I controlli si riducono a una volta ogni due anni in caso nessuna infrazione venga riscontrata per tre anni consecutivi.

Bisogna inoltre assicurare una concorrenza più equa: i produttori dei paesi terzi che vogliono vendere i propri prodotti nell’UE devono rispettare le stesse regole che si applicano ai produttori all’interno dell’UE (principio di conformità). Le regole in vigore, secondo le quali i paesi non appartenenti all’UE devono rispettare degli standard simili ma non uguali (principio di equivalenza), verranno gradualmente eliminate.

La contaminazione con i pesticidi deve essere controllata: gli agricoltori devono prendere delle misure precauzionali per evitare la contaminazione “accidentale” con pesticidi o fertilizzanti non autorizzati, ad esempio a causa della vicinanza a colture di tipo tradizionale. Un prodotto perde il suo status di biologico qualora la contaminazione sia dovuta a comportamenti fraudolenti o negligenti. Gli stati membri che prevedono delle soglie per la presenza di sostanze non autorizzate negli alimenti biologici possono continuare ad applicarle, ma hanno l’obbligo di far entrare nel proprio mercato altri alimenti biologici provenienti dagli stati membri dell’UE. La Commissione europea valuterà le regole relative all’anti-contaminazione entro il 2025.

Per permettere che questo si realizzi bisogna migliorare l’approvvigionamento di animali e sementi biologiche: in ogni stato membro si prevede la creazione di un database per verificare la disponibilità di animali allevati secondo metodi bio e sementi biologiche.

Il regolamento prevede imprese agricole miste: gli imprenditori agricoli possono produrre alimenti sia tradizionali sia biologici, ma devono tenere le attività chiaramente separate.

Per un piccolo produttore non è sempre facile ottenere le certificazioni necessarie, per questo il regolamento prevede la semplificazione delle procedure per gli imprenditori agricoli di piccole dimensioni.

La nuova normativa si applica anche a nuovi prodotti come sale, sughero e oli essenziali, con la possibilità in futuro di aggiungere ulteriori nuovi prodotti.

I prossimi passi

Martedì 17 aprile 2018 gli eurodeputati discutono la relazione sulla modifica del regolamento sulla produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici redatta dal deputato tedesco dei Verdi Martin Häusling, per poi procedere mercoledì 18 alla votazione. Il nuovo regolamento entrerà in vigore il 1 gennaio 2021, dopo aver ottenuto l’approvazione formale da parte del Parlamento e del Consiglio.

Qui è consultabile in inglese, il documento che riassume tutti i vari passi compiuti finora per la revisione del regolamento dell’UE sulla produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO