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Pubblicato il 12 marzo 2018

Unione dei mercati dei capitali: rimuovere gli ostacoli agli investimenti transfrontalieri e accelerarne la realizzazione

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La Commissione europea compie oggi un passo importante verso lo sviluppo dell’Unione dei mercati dei capitali mediante la promozione di fonti di finanziamento alternative e la rimozione degli ostacoli agli investimenti transfrontalieri.

L’Unione dei mercati dei capitali andrà a vantaggio di tutti gli Stati membri, ma rafforzerà soprattutto l’Unione economica e monetaria, promuovendo la condivisione del rischio privato.

Sulla base dei progressi già compiuti dopo l’avvio dell’Unione dei mercati dei capitali nel 2015, le proposte odierne potenzieranno il mercato transfrontaliero dei fondi d’investimento, promuoveranno il mercato dell’UE delle obbligazioni garantite come fonte di finanziamento a lungo termine e garantiranno agli investitori maggiore certezza nelle operazioni transfrontaliere in titoli e crediti. L’Unione dei mercati dei capitali, che è una delle priorità della Commissione Juncker per rafforzare l’economia europea e stimolare gli investimenti per creare occupazione, mira a mobilitare e convogliare capitali verso tutte le imprese dell’UE, in particolare le piccole e medie imprese (PMI) che hanno bisogno di risorse per espandersi e prosperare.

La rapida adozione di queste proposte da parte del Parlamento europeo e del Consiglio consentirà alle imprese e agli investitori di beneficiare più pienamente delle opportunità del mercato unico. Inoltre, la Commissione invita i colegislatori ad assicurare la rapida adozione delle riforme fondamentali per il completamento dell’Unione dei mercati dei capitali, come la proposta per il rafforzamento della vigilanza del mercato dei capitali, la proposta sulla ristrutturazione delle imprese e la proposta intesa a offrire nuove opportunità di risparmio per i consumatori. Delle 12 proposte presentate dalla Commissione per istituire gli elementi costitutivi dell’Unione dei mercati dei capitali, finora solo 3 sono state approvate dai colegislatori.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Le proposte odierne sono parte di una più ampia strategia per rafforzare i mercati dei capitali e incentivare gli investimenti nell’UE. Per realizzare una vera e propria Unione dei mercati dei capitali in Europa entro il 2019, dobbiamo progredire in tre direzioni: il passaporto e i marchi europei per i prodotti finanziari, norme armonizzate e semplificate per approfondire i mercati dei capitali e una vigilanza più coerente ed efficiente.” 

Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Vogliamo consentire alle imprese, soprattutto a quelle di piccole e medie dimensioni, di reperire i finanziamenti di cui hanno bisogno in modo più agevole e meno oneroso. Un mercato unico approfondito aiuterà le imprese in questo senso e consentirà loro di crescere. La Commissione mantiene il suo impegno a gettare le basi dell’Unione dei mercati dei capitali; il Parlamento europeo e il Consiglio devono fare ora la loro parte. La Commissione è pronta a collaborare per adottare tutte le proposte legislative entro il 2019.

Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “Le nuove norme faciliteranno l’accesso al credito da parte delle PMI e promuoveranno gli investimenti transfrontalieri. Vogliamo garantire la certezza del diritto ed eliminare i rischi giuridici nelle cessioni transfrontaliere di crediti e nelle operazioni che sono importanti per il finanziamento delle PMI.”

Le proposte di oggi in dettaglio 

  • Obbligazioni garantite europee 

La Commissione propone oggi norme comuni – una direttiva e un regolamento – sulle obbligazioni garantite. Con 2 100 miliardi di € in essere, esse costituiscono oggi uno dei maggiori mercati del debito nell’UE. Le banche europee sono leader mondiali in questo mercato che rappresenta un’importante fonte di finanziamento a lungo termine in molti Stati membri dell’UE.

Le obbligazioni garantite sono strumenti finanziari garantiti da un insieme distinto di prestiti. Sono considerate utili non solo perché costituiscono una forma di finanziamento vantaggiosa sotto il profilo dei costi, ma anche perché sono particolarmente sicure. Tuttavia il mercato dell’UE è attualmente frammentato lungo i confini nazionali, con differenze fra gli Stati membri.

Le norme proposte, che si basano su standard di elevata qualità e sulle migliori prassi, mirano a rafforzare l’uso delle obbligazioni garantite come fonte di finanziamento stabile e vantaggioso sotto il profilo dei costi per gli enti creditizi, specialmente laddove i mercati sono meno sviluppati. Esse offrono inoltre agli investitori una gamma di opportunità di investimento più ampia e sicura.

Al tempo stesso, la proposta è intesa a ridurre il costo del debito per l’economia nel suo complesso. La Commissione stima che il potenziale risparmio annuo totale per i debitori dell’UE sarebbe compreso tra 1,5 e 1,9 miliardi di €.

  • Distribuzione transfrontaliera dei fondi d’investimento 

I fondi d’investimento sono strumenti importanti per convogliare il risparmio privato verso l’economia e aumentare le possibilità di finanziamento per le imprese. Il mercato UE dei fondi d’investimento ha un valore complessivo di 14 300 miliardi di €, ma non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale. Solo poco più di un terzo (37%) dei fondi OICVM e circa il 3% dei fondi di investimento alternativi (FIA) sono registrati per la vendita in più di tre Stati membri. Ciò è dovuto anche a ostacoli normativi che attualmente impediscono la distribuzione transfrontaliera dei fondi d’investimento.

La proposta odierna mira a rimuovere questi ostacoli per tutti i tipi di fondi d’investimento, rendendo la distribuzione transfrontaliera più semplice, più rapida e meno onerosa. Una maggiore concorrenza offrirà agli investitori una più ampia possibilità di scelta e più valore, assicurando nel contempo un livello elevato di tutela degli investitori. 

  • Normativa applicabile alle transazioni transfrontaliere in titoli e crediti

La cessione di credito è una circostanza in cui un creditore trasferisce a un altro soggetto il diritto di far valere il proprio credito, in cambio di un pagamento. Questo sistema è utilizzato dalle imprese per ottenere liquidità e accesso al credito. Al momento non vi è certezza giuridica su quale legge nazionale si applichi per determinare chi possiede il credito dopo che è stato ceduto in un caso transfrontaliero. Le nuove norme proposte oggi chiariscono in base a quale legge risolvere le controversie – di norma, si applicherebbe la legge del paese in cui i creditori hanno la residenza abituale – indipendentemente dallo Stato membro i cui organi giurisdizionali o autorità sono chiamati a esaminare il caso. La proposta intende promuovere gli investimenti transfrontalieri e un accesso al credito a costi inferiori, come pure prevenire i rischi sistemici.

La Commissione ha inoltre adottato una comunicazione per chiarire quale legislazione nazionale si applica per determinare chi possiede un titolo in un’operazione transfrontaliera. Una maggiore certezza del diritto promuoverà gli investimenti transfrontalieri, un accesso al credito a costi inferiori e l’integrazione del mercato. 

Contesto 

Nel 2015 la Commissione europea ha avviato il piano d’azione per un’Unione dei mercati dei capitali per contribuire a creare un autentico mercato unico dei capitali nell’UE. Il piano d’azione è un pilastro fondamentale del piano di investimenti per l’Europa, il cosiddetto “piano Juncker”. Un mercato unico dei capitali andrà a vantaggio di tutti gli Stati membri dell’UE, ma rafforzerà soprattutto l’Unione economica e monetaria, favorendo la condivisione privata dei rischi transfrontalieri nella zona euro, aspetto fondamentale per assorbire gli shock economici a carattere sistemico.

Esso si articola intorno ai seguenti principi fondamentali:

  • approfondire l’integrazione finanziaria e accrescere la concorrenza;
  • creare maggiori opportunità per gli investitori;
  • collegare la finanza all’economia reale promuovendo fonti di finanziamento non bancario;
  • garantire un sistema finanziario più forte e più resiliente.

Nel giugno 2017 la revisione intermedia del piano d’azione per l’Unione dei mercati dei capitali ha indicato i progressi compiuti fino ad allora nel portare avanti il piano d’azione e ha stabilito il calendario per i nuovi interventi. In tale contesto, la Commissione ha annunciato che avrebbe pubblicato nel primo trimestre del 2018 varie proposte legislative, in particolare nei settori dei fondi d’investimento, delle obbligazioni garantite e della risoluzione delle controversie. Il pacchetto odierno contiene tali proposte.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA