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Pubblicato il 9 marzo 2018

CSA: prime discussioni sul progetto di conclusioni del Consiglio sulla PAC post 2020

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La prima bozza di conclusioni del Consiglio sulla futura PAC, predisposta dalla Presidenza bulgara, e discussa in seno al CSA (Comitato speciale Agricoltura) dello scorso 5 marzo, è stata generalmente accolta con favore dalle delegazioni degli Stati membri (cfr. news Euroconsulting del 5 marzo 2018).

Di seguito si riportano le posizioni presentate dalle diverse delegazioni degli Stati membri, in particolare:

  • la Danimarca si è mostrata critica rispetto alla possibilità di diminuire il bilancio UE a disposizione della PAC nel prossimo periodo di programmazione finanziaria;
  • Danimarca, Svezia e Paesi Bassi hanno sottolineato la necessità di un maggiore orientamento al mercato della PAC e si sono opposti ad un testo che possa pregiudicare l’esito dei futuri negoziati sul QFP post 2020;
  • la Germania ha evidenziato la necessità di evitare di esaurire, già da ora, il QFP post 2020;
  • Portogallo, Polonia, Lituania e Lettonia hanno chiesto di indicare nel testo il riferimento ad una migliore distribuzione dei pagamenti diretti all’interno degli Stati e fra gli Stati membri (cosiddetta convergenza interna ed esterna);
  • Francia, Portogallo, Slovenia, Finlandia, Slovacchia e Lituania hanno, poi, ribadito la necessità di una formulazione del testo che insista maggiormente sul sostegno accoppiato (continuazione e possibile espansione delle misure), cui, però, Svezia, Paesi Bassi e Danimarca si sono opposti;
  • Croazia, Romania, Francia, Svezia e Finlandia hanno sollecitato l’inserimento nel testo di un riferimento alla semplificazione a favore dei beneficiari e delle amministrazioni pubbliche, mentre l’Irlanda, sostenuta da Francia, Svezia, Austria e Grecia, ha suggerito un più forte riferimento al tema degli incentivi agli agricoltori che attuano facoltativamente pratiche benefiche per il clima e l’ambiente;
  • Francia, Romania, Grecia ed Estonia hanno invocato l’indicazione nel testo alla gestione pluriennale della riserva di crisi, mentre la Lituania è stata più generica esprimendosi per la necessità di una riserva di crisi più efficiente;
  • Romania e Francia vorrebbero poi maggiore attenzione sulle questioni della rete di sicurezza e dei meccanismi di gestione delle crisi;
  • Francia, Italia, Slovenia e Cipro hanno richiesto che via sia un adeguato periodo transitorio prima che il nuovo quadro legislativo sia pienamente applicato.

Una nuova versione del testo, che dovrebbe tenere conto delle richieste avanzate dalle delegazioni durante la riunione del 5 marzo scorso, sarà redatta per essere discussa nella prossima riunione del CSA del 12 marzo 2018, in vista dell’adozione del testo definitivo delle conclusioni del Consiglio durante la riunione dei Ministri dell’Agricoltura degli Stati membri, in programma a Bruxelles il 19 marzo 2018.

Si ricorda che nella scorsa riunione del CSA, la Commissione europea ha anche fatto una breve presentazione delle questioni relative agli aiuti di Stato legate alla futura PAC.