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Pubblicato il 29 novembre 2017

PE sul rinnovo dell’autorizzazione per il glifosato: bisogna dare priorità alla salute

glifosato

Gli Stati UE hanno deciso di rinnovare per 5 anni la licenza per il glifosato, un erbicida potenzialmente cancerogeno. Il Parlamento europeo ripete che deve essere bandito dal 2022.

“Abbiamo chiesto un’eliminazione graduale fino al 2022 e un’eliminazione immediata per usi non professionali”, ha spiegato la deputata maltese Miriam Dalli (Socialisti e Democratici) durante l’audizione della proposta dei cittadini europei il 20 novembre 2017.

Uno dei parlamentari responsabili per la risoluzione, il ceco Pavel Poc (S&D), ha inoltre aggiunto: “Vorrei che la Commissione europea prendesse in considerazione gli effetti collaterali di questa sostanza che non sono stati analizzati fino ad ora”.

Si è trattato di un lungo processo. Nel 2016 la Commissione europea ha proposto di rinnovare l’autorizzazione all’uso del glifosato nell’Unione europea per i prossimi 15 anni. Di fronte alla riluttanza di molto paesi UE il periodo è stato poi ridotto a dieci e successivamente a cinque anni. La maggioranza dei paesi UE ha quindi accettato la proposta per il rinnovamento dell’autorizzazione il 27 novembre 2017.

I cittadini europei hanno presentato un’iniziativa collettiva raccogliendo più di un milione di firme per chiedere il bando del glifosato e la protezione di persone e ambiente da diserbanti e pesticidi tossici.

“Il glifosato ha un impatto ambientale disastroso, ha la proprietà di uccidere le piante indiscriminatamente. È, a detta di chi lo produce, il killer definitivo,” ha dichiarato la rappresentante dei cittadini Franziska Achterberg nell’audizione del 20 novembre 2017.

A marzo 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha definito il glifosato come probabilmente cancerogeno per gli umani. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche non sono però d’accordo con questo giudizio.

Perché i cittadini non si fidano delle agenzia europee al punto di presentare un’iniziativa popolare? Questa domanda è stata fatta dagli eurodeputati in occasione dell’audizione. La risposta, secondo Franziska Achterberg, è che la valutazione dei rischi fatta dalle due agenzie europee si è appoggiata molto su studi scientifici sponsorizzati dall’industria dei pesticidi e dei semi

Che cos’è il glifosato? Perché questa controversia?

Il glifosato è il diserbante più diffuso e usato al mondo, ma ci sono da tempo timori sul fatto che potrebbe danneggiare la salute delle persone. Per questo gli eurodeputati hanno chiesto a ottobre 2017 una messa al bando totale del glifosato entro dicembre 2022 e immediate restrizioni sull’uso.

Monsanto, l’azienda produttrice dell’erbicida a base di glifosato, è stata accusata di aver manovrato gli studi sulla sicurezza del proprio prodotto attraverso la pratica del ghost-writing. In pratica ricerche scientifiche prodotte da Monsanto sono state firmate e diffuse da ricercatori all’apparenza indipendenti. Per questo i rappresentanti di Monsanto sono stati chiamati a esprimersi in un’audizione della Commissione Ambiente l’11 ottobre.

Ecco come sono andate le cose in breve.

La giornalista investigativa Carey Gillam di U.S. Right to know, una ONG che si occupa di sistemi alimentari, ha dichiarato alla Commissione che le carte mostrano come Monsanto abbia cercato di ingannare le istituzioni. Con l’obiettivo di influenzare la politica Monsanto ha infatti creato e sponsorizzato reti di ricercatori negli Stati Uniti e nell’UE che sostengono l’uso del glifosato apparendo indipendenti.

Monsanto è stata obbligata a rendere pubblici documenti e email durante i processi che si sono svolti negli Stati Uniti chiamando in causa la correlazione fra glifosato e tumori del sangue. A giugno 2017 i deputati europei hanno dichiarato che questo ha fortemente messo in dubbio la credibilità degli studi, che sono poi apparsi come sponsorizzati dalla stessa azienda.

I rappresentanti di Monsanto hanno rifiutato di comparire di fronte alla Commissione Ambiente sostenendo che l’audizione non fosse il luogo adeguato per discutere della questione. Il Presidente del Parlamento europeo e i leader dei gruppi politici hanno quindi vietato l’accesso al Parlamento a tutti i lobbisti della compagnia.

Nel 2016 il colosso farmaceutico e dei pesticidi tedesco Bayer ha presentato un’offerta per comprare l’americana Monsanto per 66 miliardi di dollari. L’accordo è adesso al vaglio degli avvocati della Commissione europea per la concorrenza. La fusione fra queste due aziende creerebbe il più grande gruppo mondiale nell’industria dei pesticidi e dei semi in quello che è già un mercato concentrato nelle mani di pochi grandi attori.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO