Pubblicato il 12 ottobre 2017

Comunicazione della Commissione europea in materia di compravendita di terreni agricoli all’interno degli Stati Membri (rispetto dei principi del TFUE nell’applicazione delle norme nazionali)

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La Commissione europea ha pubblicato oggi una comunicazione intesa a fornire degli orientamenti agli Stati membri sul rispetto dei principi del Trattato sul Funzionamento dell’UE (in particolare, libera circolazione dei capitali e diritto di stabilimento) nell’applicazione delle norme nazionali sulla compravendita di terreni agricoli, al fine di prevenire un’eccessiva speculazione dei prezzi o l’aumento di concentrazioni di proprietà.

Gli Stati membri dell’UE hanno il diritto di limitare le vendite di terreni agricoli per preservare le comunità agricole e promuovere l’agricoltura sostenibile. Ma nel fare ciò devono rispettare la legislazione dell’UE, in particolare le norme sulla libera circolazione dei capitali. Infatti, nel 2015 la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri (Bulgaria, Ungheria, Lettonia, Lituania e Slovacchia) che discriminano gli investitori di altri Paesi dell’UE e creano restrizioni sproporzionate sugli investimenti transfrontalieri.

Nella comunicazione di oggi la Commissione europea fornisce indicazioni agli Stati membri sulle misure che possono attuare per disciplinare la vendita di terreni agricoli, sulla base delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea.

La comunicazione chiarisce che lo Stato membro è competente nel decidere le misure per il controllo delle vendite di terreni agricoli. Tuttavia, come stabilito dalla Corte di giustizia europea, alcune restrizioni possono essere accettabili a determinate condizioni:

  • autorizzazioni preventive da parte delle autorità nazionali per l’acquisizione di terreni;
  • limiti alla dimensione del terreno da acquisire;
  • diritti di prelazione che consentono a determinate categorie di acquirenti di acquistare terreni agricoli prima che la loro vendita sia aperta ad altri. Gli acquirenti che possono beneficiare di questi diritti di prelazione, potrebbero essere affittuari agricoli, vicini, comproprietari e lo Stato;
  • intervento dello Stato sul prezzo.

La normativa europea però non consente restrizioni discriminatorie quali i requisiti di residenza come precondizioni per l’acquisizione di terreni. Sproporzionate restrizioni su investimenti transfrontalieri sono allo stesso tempo considerate illegali e basandosi sulle sentenze della Corte di giustizia viene considerato sproporzionato in particolare:

  • Imposizione di obblighi di autoproduzione;
  • Proibire alle aziende di acquistare terreni;
  • Richiedere qualifiche in agricoltura come pre-condizione per l’acquisto di terreni.

La comunicazione odierna intende rispondere alle richieste del Parlamento Europeo, che nella relazione d’iniziativa (dal titolo “Situazione relativa alla concentrazione dei terreni agricoli nell’UE: come agevolare l’accesso degli agricoltori alla terra?“), approvata lo scorso marzo e consultabile qui, aveva chiesto alla Commissione, in collaborazione con gli Stati membri,  di “pubblicare una serie di criteri chiari ed esaustivi, anche in merito a transazioni sui terreni agricoli nei mercati dei capitali, per garantire condizioni di parità e chiarire agli Stati membri quali sono le misure ammesse in materia di regolamentazione del mercato fondiario, tenendo conto dell’interesse pubblico e delle quattro libertà dell’Unione europea, per facilitare l’acquisizione di terreni agricoli e forestali da parte degli agricoltori”.

Infatti un’approfondita ricerca del Parlamento europeo sulla tematica aveva evidenziato che questo mercato era fortemente caratterizzato da un eccessivo aumento della concentrazione dei terreni agricoli e da un’elevata speculazione sui prezzi.

Problemi di mancanza di equità in materia, all’interno di alcuni Stati membri avevano comportato che nel maggio 2016 la Commissione europea avesse chiesto a 5 Stati membri, Bulgaria, Ungheria, Lettonia, Lituania e Slovacchia, di adeguarsi alle norme UE in materia di vendite di terreni agricoli. Infatti, alcune leggi nazionali in materia limitavano persone e imprese dell’UE nell’acquisto di terreni agricoli appartenenti a questi Stati, risultando così discriminatorie ed eccessivamente restrittive.

La comunicazione della Commissione europea è consultabile qui, in inglese.