Pubblicato il 6 settembre 2017

Riunione informale dei Ministri dell’Agricoltura degli Stati membri: principali risultati delle discussioni sul tema della gestione del rischio in agricoltura dopo il 2020

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Durante la riunione informale dei Ministri dell’Agricoltura degli Stati membri, tenutasi nei giorni scorsi in Estonia, il tema che ha dominato le discussioni è stato quello della gestione del rischio nel settore agricolo dopo il 2020 e della predisposizione di efficaci strumenti a riguardo.

I Ministri si sono visti concordi nel ritenere che l’attuale PAC non sia dotata degli adeguati strumenti per affrontare le crisi e che gli agricoltori necessitino di un maggior sostegno.

Il Ministro estone dell’Agricoltura, Tarmo Tamm, che presiedeva l’incontro, ha dichiarato che la PAC dovrebbe poter offrire agli agricoltori strumenti che li rendano capaci di affrontare con prontezza le crisi e ne assicurino la competitività sul mercato. In generale, i Ministri hanno ribadito la necessità di rivedere le attuali norme, nello specifico quelle che regolano la riserva di crisi in agricoltura. Inoltre, è stato evidenziato come le misure di gestione del rischio dovrebbero tenere in considerazione le specificità di ciascuno Stato membro. Infine, si sono trovati d’accordo sul fatto che i pagamenti diretti svolgono un ruolo fondamentale nell’assicurare la stabilità dei redditi per gli agricoltori.

Il Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Phil Hogan ha ancora una volta escluso la possibilità che possa essere costituito un fondo ad hoc per la gestione delle crisi, dal momento che sarebbe complicata una sua implementazione. Ha ricordato che la riserva di crisi (del valore di circa 400 milioni di euro all’anno) non è stata finora mai mobilitata, gli Stati membri si sono infatti sempre mostrati riluttanti ad utilizzarla. La riserva di crisi, non essendo una misura ad hoc in caso di crisi né una misura di gestione del rischio, bensì uno strumento per finanziare misure di sostegno al mercato ove non sia possibile far ricorso ad altre disponibilità di bilancio. Alcune delegazioni (Italia, Germania, Grecia, Lituania, Irlanda, Portogallo, Cipro e Spagna) hanno avanzato la richiesta di rivedere tale strumento; da parte sua, il Commissario Hogan ha assicurato di prendere in considerazione, ai fini della preparazione della comunicazione sul futuro della PAC, una revisione della riserva di crisi al fine di renderla più flessibile. Riguardo alla proposta avanzata dalla Presidenza estone di accumulare fondi nell’ambito della riserva di crisi così da avere un reale impatto nel far fronte ad eventuali fluttuazioni del mercato, il Commissario ha ribadito l’idea di utilizzare maggiormente gli strumenti previsti nel primo e nel secondo pilastro della PAC. In generale, Hogan ha sottolineato come gli Stati membri debbano poter decidere liberamente quale sia lo strumento ritenuto più adatto a risolvere i diversi problemi. Il Commissario ha insistito sulla necessità che l’UE sviluppi un proprio mercato di futures nel settore alimentare, poiché al momento si è dipendenti da mercati esterni, principalmente guidato dalla Nuova Zelanda. A tal proposito, ha ricordato la visita fatta alla Chicago Mercantile Exchange alla fine di aprile per vedere in che modo avvenisse il monitoraggio dei prezzi e la disseminazione di segnali di mercato, ed ha fatto un parallelismo con i lavori dei differenti Osservatori dei prezzi dell’UE.

Il Ministro dell’Agricoltura irlandese ha ribadito la difficoltà di mobilitare la riserva di crisi a causa di molteplici ragioni, avanzando la proposta di creare un fondo a livello nazionale. Inoltre, è stato sottolineato che il settore privato svolge un certo ruolo nella gestione del rischio, citando alcuni esempi relativi al mercato dei prodotti lattiero-caseari in Irlanda. Il Ministro dell’Agricoltura del Portogallo (supportato da quelli di Grecia, Polonia e Spagna) ha appoggiato la proposta dell’Estonia di accumulare fondi nell’ambito della riserva di crisi per un certo numero di anni, lasciando a questa i fondi non utilizzati invece di redistribuirli tra gli agricoltori. Per il Ministro dell’Agricoltura del Lussemburgo, strumenti di gestione del rischio su misura devono continuare a restare nel secondo pilastro e ad essere volontari. Inoltre, si dovrebbe evitare di riformare in maniera profonda la PAC, dal momento che è in corso l’applicazione delle norme vigenti e bisogna garantire una certa stabilità.

I Ministri dell’Agricoltura dei Paesi del G7 discuteranno della questione degli strumenti di gestione del rischio nella riunione in programma a Bergamo il 14 e 15 ottobre.