Pubblicato il 20 luglio 2017

DG SANTE: proposta della Commissione europea di rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato per altri 10 anni

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La Commissione europea (DG SANTE) intende procedere al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato per altri 10 anni, una volta che sarà scaduta l’attuale autorizzazione (16 dicembre 2017 – 15 dicembre 2027).

La sostanza attiva glifosato è stata oggetto di valutazione da parte degli Stati membri, dell’EFSA nonché dell’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) al fine di stabilire se il suo utilizzo comporti effetti inaccettabili per la salute dell’uomo, degli animali e/o sull’ambiente.

Nel 2002, a seguito di una prima valutazione, il glifosato è stato approvato sulla base alle norme UE relative ai pesticidi: prima di allora l’uso della sostanza veniva autorizzato ed utilizzato negli Stati membri secondo le rispettive norme nazionali. Tra il 2012 ed il 2015 è stata condotta una valutazione scientifica globale dagli Stati membri e dall’EFSA, secondo quanto previsto dalle regole per il rinnovo delle approvazioni di sostanze attive. La valutazione è stata condotta tenendo conto delle più recenti conoscenze tecnico-scientifiche disponibili, al fine di verificare la conformità dell’erbicida in questione ai nuovi criteri di omologazione previsti dalla legislazione UE sui pesticidi introdotta nel 2009 (Regolamento (CE) n.1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE).

Nell’ottobre 2015 l’EFSA ha pubblicato una conclusione secondo cui è “improbabile che il glifosato comporti un rischio cancerogeno per gli esseri umani“.

Ad inizio 2016 la Commissione europea ha proposto agli Stati membri il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato senza però ottenere il supporto sufficiente a favore dell’adozione di tale proposta. Date le divergenti opinioni tra l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC, Organizzazione mondiale della sanità) e l’EFSA sulla potenziale cancerogenicità del glifosato, è stata fatta una richiesta di valutazione del rischio all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA). Nel frattempo, è stata votata un’estensione temporanea dell’autorizzazione all’uso del glifosato, valida per un periodo limitato di sei mesi dal momento della ricezione della valutazione da parte di ECHA.

Nel luglio 2016 gli Stati membri hanno votato a favore di una modifica nella modalità di valutazione ed approvazione della sostanza, aggiungendo ulteriori restrizioni per garantire più elevati standard di sicurezza per l’uomo e l’ambiente. La Commissione europea ha stabilito tre condizioni per l’utilizzo del glifosato negli Stati membri (le decisioni effettive relativamente all’autorizzazione all’uso di prodotti fitosanitari contenenti sostanze approvate a livello UE sul territorio nazionale restano di competenza degli Stati membri): il divieto della sostanza “POE-tallowamine” nei prodotti a base di glifosato; la riduzione al minimo dell’utilizzo di prodotti contenenti glifosato negli spazi pubblici (es. parchi e giardini); la previsione di uno studio inerente all’utilizzo del glifosato nella fase precedente al raccolto.

Il 25 gennaio 2017 una coalizione di organizzazioni civili ha lanciato un’Iniziativa dei Cittadini Europei che invita la Commissione europea a bandire il glifosato, promuovere una riforma della procedura di approvazione dei pesticidi e stabilire obiettivi imperativi di riduzione dell’utilizzo di pesticidi su tutto il territorio europeo. Il 2 luglio 2017 si è conclusa la raccolte delle firme. Una volta sottoposte a controllo le firme raccolte, più di un milione, l’Iniziativa potrà essere formalmente sottoposta alla Commissione europea, che dovrà rispondervi entro tre mesi.

In data 8 giugno 2017, in seguito ai dubbi sollevati dalla pubblicazione dei “Monsanto Papers” relativamente alla genuinità delle valutazioni effettuate dall’EFSA sulla sostanza glifosato, l’EFSA ha pubblicato una dichiarazione su richiesta dalla Commissione europea. Il testo illustra il modo in cui viene presa in considerazione la  letteratura scientifica disponibile nell’ambito della  valutazione delle sostanze attive durante il processo di revisione da parte dell’EFSA, e smentisce che quanto emerso dai documenti rilevati influenzerebbe in qualche modo le conclusioni dell’Agenzia.

Il 15 giugno 2017 l’ECHA ha pubblicato le sue conclusioni: secondo le prove scientifiche disponibili al momento, il glifosato può essere classificato come sostanza che provoca gravi danni agli occhi, nonché tossica per la vita acquatica con effetti di lunga durata, in base al regolamento CLP; non potrebbe invece essere classificato come cancerogeno, mutageno o tossico per la riproduzione. La Commissione europea dovrà quindi adottare una decisione al più tardi entro il 15 dicembre 2017.

Nel senso della non cancerogenicità del glifosato hanno concluso ECHA, EFSA, alcune autorità nazionali al di fuori dell’UE (Canada, Giappone, Australia, Nuova Zelanda) nonché la “Joint Food and Agriculture Organization of the United Nations – World Health Organisation Meeting on Pesticide Residues”.

Prove limitate a favore della cancerogenicità del glifosato per gli esseri umani, con un’associazione positiva osservata per il linfoma non-Hodgkin, e prove sufficienti per la cancerogenicità del glifosato sugli animali sono invece il risultato delle ricerche condotte dall’Istituto internazionale per la ricerca sul cancro, che ha classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno per gli umani.

L’attuale proposta della Commissione europea è nel senso di un rinnovo dell’autorizzazione del pesticida per 10 anni: l’obiettivo è di concludere le negoziazioni con gli Stati membri entro l’autunno, prima di procedere alla votazione. Se gli Stati membri optano a favore dell’autorizzazione, saranno effettivamente responsabili dell’autorizzazione dei prodotti fitosanitari contenenti glifosato sul territorio nazionale (ad esempio Roundup). Gli esperti degli Stati membri hanno tempo fino al 1 settembre per redigere dei commenti che saranno tenuti in considerazione in sede di dibattito e di voto della proposta.

Il testo dell’attuale proposta della Commissione è disponibile qui. L’allegato alla proposta è disponibile qui.