Pubblicato il 13 luglio 2017

Vertice UE-Ucraina: risultati positivi delle riforme in Ucraina con il sostegno dell’Unione europea

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Il XIX vertice tra l’Unione europea e l’Ucraina si è tenuto oggi a Kiev nel contesto della conclusione della ratifica dell’accordo di associazione tra l’UE e l’Ucraina e a seguito dell’esenzione dal visto per lo spazio Schengen dei cittadini ucraini, in vigore da giugno.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, hanno rappresentato l’Unione Europea e il presidente Petro Poroshenko l’Ucraina. Per la Commissione europea erano inoltre presenti il vicepresidente Valdis Dombrovskis e i commissari Johannes Hahn e Cecilia Malmström.

Alla conferenza stampa congiunta il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Abbiamo fatto più passi avanti negli ultimi tre anni che nei venti che li hanno preceduti: l’Ucraina può essere fiera dei progressi compiuti”.

L’UE e l’Ucraina più forti insieme

Dall’ultimo vertice tra l’UE e l’Ucraina, tenutosi a Bruxelles a novembre 2016, sono stati compiuti notevoli progressi che hanno portato cambiamenti positivi nella vita dei cittadini ucraini ed europei.

La ratifica, due giorni fa, dell’accordo di associazione, che include la zona di libero scambio globale e approfondita (AA/DCFTA), ne prevede la completa entrata in vigore il 1° settembre 2017. L’accordo di associazione getta le basi dell’ambizioso piano di riforme ucraino e promuove scambi e investimenti tra l’Unione europea e l’Ucraina. Dopo più di un anno di applicazione provvisoria della DCFTA gli scambi sono cresciuti del 10% e l’UE ha consolidato la propria posizione di primo partner commerciale dell’Ucraina. Inoltre i leader hanno accolto favorevolmente l’accordo politico inteso a concedere all’Ucraina misure commerciali autonome, che dovrebbero rafforzare ancora di più gli scambi bilaterali grazie all’eliminazione delle tariffe e dei dazi doganali aggiuntivi sui prodotti agricoli e industriali.

Il vertice di Kiev si è svolto esattamente a un mese e due giorni dalle storiche celebrazioni per l’esenzione dal visto nella zona Schengen per i cittadini ucraini in possesso di un passaporto biometrico. Dopo l’entrata in vigore dell’esenzione dal visto e con l’impegno ucraino di continuare ad applicare tutti i parametri di riferimento previsti nel piano d’azione per la liberazione dei visti, i cittadini europei e ucraini potranno sempre più interagire e intessere contatti, avvicinando le nostre popolazioni come mai prima d’ora. Durante il primo mese sono stati oltre 95 000 i cittadini ucraini a visitare la zona Schengen alle nuove condizioni.

I leader hanno esaminato lo stato di avanzamento dell’ambizioso piano di riforme ucraino. Le autorità ucraine hanno infatti adottato riforme in profondità e senza precedenti in molti settori, tra cui:

  • decentramento,
  • radiodiffusione pubblica,
  • lotta alla corruzione,
  • sistema giudiziario,
  • forze di polizia,
  • pubblica amministrazione,
  • gestione delle finanze pubbliche e appalti pubblici,
  • scambi commerciali,
  • energia,
  • sistema bancario,
  • sanità.

Questi risultati sono stati conseguiti nonostante i gravi problemi di sicurezza causati dall’attuale conflitto nella parte orientale del paese. In occasione del vertice i leader dell’UE hanno sottolineato l’importanza di proseguire tali sforzi e di intensificare l’attuazione delle riforme in settori cruciali quali la lotta alla corruzione. Al riguardo è infatti fondamentale un nuovo impeto per potenziare il funzionamento e l’indipendenza delle autorità anticorruzione, come l’Ufficio nazionale anticorruzione, l’abolizione dell’estensione della dichiarazione elettronica dei redditi per gli attivisti delle ONG anticorruzione, la creazione di un’alta corte anticorruzione e la garanzia della trasparenza nella selezione dei giudici della Corte suprema. In tale contesto il vertice è stato l’occasione per incentivare l’UE e l’Ucraina a individuare ulteriori priorità per le riforme per i mesi e gli anni a venire. Il presidente Poroshenko ha delineato la Strategia 2020 e il piano d’azione 2017-2020 del governo. Entrambe le parti concordano sull’importanza di continuare ad accelerare le riforme e la loro attuazione sostenibile.

Il sostegno dell’Unione europea all’Ucraina è senza precedenti ed è il risultato dei continui sforzi di riforma del paese. In occasione del vertice l’Unione europea ha annunciato la preparazione nel 2017 di programmi prioritari per un valore pari a 200 milioni di EUR per sostenere le zone teatro di conflitto nell’Ucraina orientale; i programmi di efficienza energetica, inclusi i contributi al fondo per l’efficienza energetica istituito dall’Ucraina; la gestione delle finanze pubbliche; il sostegno alle riforme fondamentali e all’attuazione dell’AA/DCFTA attraverso uno strumento di cooperazione tecnica. Il recente piano dell’UE per gli investimenti esterni offre nuove opportunità di finanziamento per l’Ucraina.

A seguito del pagamento ad aprile della seconda tranche di assistenza macrofinanziaria dell’UE, pari a 600 milioni di EUR, i leader dell’UE hanno sottolineato la necessità che le autorità ucraine accelerino l’attuazione di tutte le riforme strutturali in sospeso collegate a questa modalità di assistenza, che comprende tutti i relativi impegni anticorruzione, l’adozione della legislazione nei settori energetico e finanziario, la fine dell’aumento dei dazi d’esportazione sui rottami di metallo, l’abrogazione del divieto di esportazione del legname e la fornitura di assistenza e servizi sociali agli sfollati interni.

L’Unione europea ha ribadito il proprio sostegno fermo e continuo all’unità, alla sovranità, all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina. L’Unione europea condanna e non riconosce l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa. I leader hanno poi rinnovato il sostegno alla piena attuazione degli accordi di Minsk, per una risoluzione sostenibile e pacifica del conflitto nell’Ucraina orientale. Hanno inoltre discusso del continuo deterioramento dei diritti umani nelle zone non controllate delle regioni di Donec’k e Luhans’k e la violazione dei diritti di quanti non riconoscono l’annessione illegale, dei tartari di Crimea nonché degli ucraini e delle persone appartenenti ad altri gruppi etnici e religiosi.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA