Pubblicato il 15 giugno 2017

Corte di Giustizia UE: la denominazione “latte” ed altre quali “formaggio”, “iogurt” e “burro”, sono riservate a latte e prodotti lattiero-caseari di origine animale, a norma del Reg. (UE) n.1308/2013

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É stata pubblicata ieri, 14 giugno 2017, la sentenza della Corte di Giustizia dell’UE sulla causa che vedeva VSW, un’associazione tedesca che ha l’obiettivo specifico di contrastare la concorrenza sleale, contro “TofuTown”, società operante nel settore della fabbricazione e della distribuzione di alimenti vegetariani/vegani che pubblicizza e distribuisce, tra l’altro, prodotti puramente vegetali con le denominazioni “burro di tofu”, “formaggio vegetale”, “Veggie-Cheese”, “Cream”, e simili.

Il giudice del rinvio chiedeva, in sostanza, se le disposizioni del Reg. (UE) n.1308/2013 non debbano essere interpretate nel senso di vietare l’utilizzazione della denominazione “latte» e le denominazioni riservate unicamente ai prodotti lattiero-caseari per il commercio o la pubblicità di un prodotto puramente vegetale – anche nel caso in cui siano aggiunte indicazioni in merito all’origine vegetale del prodotto.

Secondo il Reg. (UE) n.1308/2013 (art. 78, “Definizioni, designazioni e denominazioni di vendita in determinati settori e prodotti”) il termine “latte” indica esclusivamente “il prodotto della secrezione mammaria normale, ottenuto mediante una o più mungiture, senza alcuna aggiunta o sottrazione”; per “prodotti lattiero-caseari” si intendono invece “i prodotti derivati esclusivamente dal latte – fermo restando che possono essere aggiunte sostanze necessarie per la loro fabbricazione, purché esse non siano utilizzate per sostituire totalmente o parzialmente uno qualsiasi dei componenti del latte”. Il regolamento precisa, inoltre, che sono riservate «unicamente ai prodotti lattiero-caseari» tutta una serie di denominazioni utilizzate nelle fasi della commercializzazione, tra cui figurano anche siero di latte”, crema di latte o panna”, burro”, latticello”, formaggio” e iogurt”.

Alla luce di queste considerazioni, la Corte di Giustizia ha confermato che la possibilità di utilizzare, nella commercializzazione o nella pubblicità, la denominazione “latte” e le denominazioni riservate ai prodotti lattiero-caseari, spetti unicamente ai prodotti conformi ai requisiti stabiliti dal Reg. (UE) n.1308/2013, e non quindi a prodotti puramente vegetali. Ciò garantisce ai produttori condizioni di concorrenza non falsate ed ai consumatori la sicurezza che i prodotti indicati con tali denominazioni corrispondano a determinate norme di qualità, eliminando ogni possibile confusione sulla composizione dei prodotti che intendono acquistare.